Arca dei Suoni dà il benvenuto nel sito “Scuolamuseo” che ospita il Repertorio delle esperienze didattiche nel campo dei beni culturali e dell’identità siciliana - REDIBIS.
Questo nuovo archivio, permette agli elaborati prodotti dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado, realizzati in oltre 10 anni di attività promosse dal Servizio Valorizzazione del Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana, di ritornare alla luce per essere conosciuti e fruiti dagli utenti del web.

Scuolamuseo – REDIBIS nasce come sviluppo ulteriore del progetto Arca dei Suoni, a cura dell'Unità Operativa 3 - Valorizzazione e musealizzazione fondi documentali e gabinetti di restauro, archivi e teche, R.E.I.S., L.I.M. (ex U.O. IX, ex U.O. VIII, ex U.O. 4), del Centro Regionale per l'Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica e audiovisiva, in collaborazione con il Servizio Valorizzazione del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Da "Scuola Museo" ad "Arca dei Suoni". Vent'anni di attività per la valorizzazione dei beni culturali

Dal progetto “Scuola Museo” a “Scuolamuseo Redibis”, generato da “Arca dei Suoni”.

Il progetto “Scuola Museo” è un sistema di educazione permanente ai beni culturali.

La Regione Siciliana ha, infatti, nel tempo emanato diversi provvedimenti legislativi in materia di educazione permanente, primo fra tutti la l.r. 66/75, nella consapevolezza che Musei, Gallerie, Biblioteche, Parchi archeologici, Soprintendenze sono luoghi di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio, ma anche agenzie formative, e che promuovere cultura significa progettare ed attuare iniziative che rappresentino al meglio la molteplicità culturale siciliana e valorizzino il patrimonio esistente. Da queste premesse si sono sviluppati nel tempo, per quanto riguarda l’educazione ai beni culturali, percorsi paralleli, con le stesse finalità, ma con attori diversi.

Tenuto infatti conto che il capitolo del bilancio regionale al quale imputare le spese per le attività di educazione permanente può essere utilizzato, per disposto legislativo, al 50% per iniziative direttamente promosse dall’amministrazione regionale e per l’altro 50% dai Distretti scolastici, ora soppressi e le cui competenze sono state assorbite dalle istituzioni scolastiche autonome, si è agito su due fronti. Da una parte si è avviato presso i Musei e le Soprintendenze Regionali quello che è ormai conosciuto come progetto “Scuola Museo”, mentre dall’altra si è operato mediante la concessione di contributi ai Distretti scolastici prima ed alle singole scuole dall’anno 2000 in poi.

Il Progetto “Scuola Museo”

Pensato in via sperimentale già dal 1993 il progetto costituisce ormai uno dei punti di forza dell’attività dell’amministrazione dei beni culturali.

Esso si è prefissato di:

  • Porre le basi per una solida alfabetizzazione culturale;
  • Favorire una maggiore conoscenza e fruizione dei Beni culturali per educare i giovani alla salvaguardia degli stessi;
  • Porre in relazione dinamica scuola, istituzioni dei beni culturali e agenzie formative presenti nel territorio al fine di avviare e consolidare il processo di educazione permanente alla cultura, contribuendo alla formazione di una cittadinanza attiva
  • Utilizzare i Beni Culturali come sussidi didattico-formativi nel curriculum scolastico.

 La fase sperimentale del progetto è durata per circa 10 anni. Poi l’entrata in vigore dell’autonomia scolastica, recepita nella Regione con l.r. 6/2000, modifica radicalmente il ruolo della scuola che diventa un’agenzia educativa in cui è possibile elaborare un piano di offerta formativa rispondente alle reali esigenze degli utenti e alle emergenze del territorio. Pertanto il collegamento con i Musei e le Soprintendenze si intensifica da ambo le parti: è il momento in cui si comincia a ridiscutere il progetto e a verificarne gli aspetti positivi e la necessità di eventuali cambiamenti. Dalla verifica dei risultati di un lavoro decennale emerge con evidenza che l’attività didattica dei Musei e delle Soprintendenze, ed in particolare quella rivolta al mondo della scuola, costituisce per la Sicilia un compito essenziale e delicato e nello stesso tempo un momento particolare di ricerca e sperimentazione finalizzata, fra l’altro, a contribuire alla crescita della consapevolezza, fra i più giovani, che i beni culturali rappresentano un’ipotesi concreta di sviluppo sostenibile. Questo determina la decisione di avviare una strutturazione del lavoro didattico nei confronti degli istituti scolastici ormai non più sperimentale, ma ordinaria. Essa deve essere <<…segnata da una forte impronta scientifica e che comprenda le fasi proprie del progetto “Scuola Museo”, che ha finora garantito un efficace rapporto con le scuole del territorio>> così come recita la circolare assessoriale n. 1 del 26 febbraio 2003 avente come oggetto “servizi educativi territoriali”, diretta a Musei, Gallerie, Parchi Archeologici e Soprintendenze della Sicilia.

 Attualmente i punti essenziali dell’attività che i Musei, le Gallerie e le Soprintendenze svolgono sono:

  • Creazione dell’equipe didattica, nella quale, oltre al personale tecnico scientifico della singola istituzione deve essere inserito personale del mondo della scuola, dell’Università o dell’associazionismo che abbia particolare competenza in materia di pedagogia dei beni culturali, ed individuazione degli itinerari, nonché produzione a stampa o su sussidi multimediali degli stessi;
  • Corsi di formazione per gli insegnanti;
  • Attività di verifica (visite guidate effettuate dagli insegnanti e concordate con l’Istituto, questionari, laboratori didattici, teatrali, anche itineranti o attivati nelle stesse scuole con la supervisione del personale scientifico degli enti in indirizzo, mostre di elaborati…).

La scelta di rivolgersi ai docenti insegnanti quali mediatori dell’offerta didattica, soggetto ed oggetto del progetto “Scuola Museo”, è stata, fino ad ora, consapevolmente effettuata per insistere sulla funzione educativa, piuttosto che divulgativa o ludica dell’approccio con l’opera d’arte e il patrimonio nel suo complesso. Ciò ha significato puntare sulla qualità: formazione di équipe di buon livello tecnico scientifico incaricate di elaborare itinerari da presentare durante seminari di approfondimento, possibilità di attivare laboratori all’interno dei Musei e nelle aule scolastiche. Gli Istituti dei Beni culturali sono diventati agenzie di formazione senza che fosse sciolto dalla Regione una volta per tutte il nodo dei contenuti disciplinari per la quota parte del curricolo locale. I fatti, al momento, confermano come, in assenza di diverse istruzioni, le attività di educazione ai beni culturali, comprese nel Piano di offerta formativa di quasi ogni istituto scolastico, vengano riconosciute informalmente da chi le svolge come quota parte essenziale del curricolo di interesse locale. Di conseguenza la formazione dei docenti sulla materia si deve, in massima parte, ai momenti seminariali del progetto “Scuola Museo”, sempre molto attesi e frequentati. Più di 7.000 docenti di ogni ordine e grado ad oggi, sono gli “utenti”del progetto “Scuola Museo”. Sono stati fino ad ora pubblicati numerosi volumi di percorsi didattici, il cui elenco è consultabile sul sito del Dipartimento Beni Culturali. Si sono create le figure del docente referente per i beni culturali e del referente per i servizi educativi museali con il compito di essere da tramite fra le istituzioni scolastiche e quelle dei beni culturali e, conseguentemente, si sono incrementate le iniziative di collegamento fra le istituzioni. Di conseguenza è in aumento costante il numero di scuole che visitano i Musei e i siti del patrimonio culturale siciliano. Sono risultato di questo continuo interesse anche le numerose manifestazioni alle quali le scuole partecipano molto spesso con entusiasmo e sull’onda di un’adesione personale da parte dei docenti che va oltre l’impegno del lavoro scolastico : adozioni di monumenti, laboratori di arte ed artigianato, attività teatrali, concorsi di poesia ed altro ancora sono ormai una costante fra le tante le attività che le scuole realizzano nella consapevolezza della necessità di collegare passato e presente in funzione del domani dei giovani.

L’attività degli istituti scolastici.La l.r. 66/75, già ricordata, prevedeva contributi per le attività di educazione permanente effettuate dai Distretti scolastici della Sicilia. La Regione, in attuazione del D.P.R. n. 416/74, ne istituì 65, che funzionarono, in mezzo alle ben note difficoltà, tipiche degli organi collegiali, fino al 2000, anno in cui, con l.r.6/2000, vennero soppressi.

L’assegnazione dei contributi era disciplinata da una circolare annuale, dapprima generica nei contenuti, ma nel tempo sempre più attenta ad individuare temi di interesse comune per il territorio sul quale i Distretti incidevano. Così avvenne che, a partire dal 1994, si cominciarono a proporre attività legate alla conoscenza ed alla valorizzazione del patrimonio culturale. Un percorso parallelo a quello del progetto avviato con i Musei regionali ed affidato in gestione, in questo caso, al mondo della scuola, in collaborazione con gli Enti locali e le associazioni.

Tale scelta di fondo evidenziò una maggiore attenzione da parte dei Distretti: occuparsi del patrimonio culturale, avanzando, ove possibile, agli organi competenti, proposte di tutela e di valorizzazione, fece sì che si presentassero progetti di buona qualità, specie quelli che facevano capo a Distretti inseriti in scuole sede di Centri territoriali di educazione permanente. Si dimostrò la capacità di interagire a livello scolastico e vennero utilizzate le migliori risorse umane e professionali disponibili. Di quel periodo si ricordano, fra le più significative, le esperienze dei Distretti di Milazzo, Barcellona, Cefalù e Bagheria, raccolte in volumi e video cassette che ancora, a distanza di tempo, costituiscono punti di riferimento sicuri per ricerche sui luoghi e le tradizioni delle zone di pertinenza.

Con la soppressione degli organi collegiali si rese immediatamente necessaria una scelta: o non utilizzare i fondi, davvero esigui rispetto al gran numero di scuole della Regione, ed investirli in altre necessità, oppure non disperdere l’esperienza dei Distretti ed applicarla, anche se con modalità diverse alle istituzioni scolastiche.
Scelta la seconda opzione, ha avuto inizio un cammino complesso e, per molti versi, ricco di soddisfazioni.
Si sarebbe infatti potuto cambiare tema, scegliere altri modi per un’educazione permanente alla cultura, ma, ritenuto che altre agenzie formative offrono argomenti e mezzi diversi per coinvolgere la popolazione in processi di crescita culturale e civile, si è proseguito a proporre temi che inducono a considerare la conoscenza, la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali come aspetto necessario del sistema educativo e formativo globale.

Si sono quindi richiesti alle scuole progetti finalizzati alla nascita ed alla formazione fra i giovani e, per essi, fra gli adulti, di una diffusa mentalità di tutela del patrimonio culturale in tutte le sue caratterizzazioni da realizzare con il coinvolgimento della popolazione, in concrete esperienze quali adozione beni, proposte di restauro, di salvaguardia e di recupero di beni paesaggistici, architettonici e monumentali, etno-antropologici, storico-artistici, librari, archivistici; riuso di beni architettonici, ipotesi di prevenzione, realizzazione di percorsi didattici.

Le attività da realizzare, da inserire nel piano di offerta formativa di ogni istituto scolastico, devono trovare un naturale percorso nella programmazione modulare e prevedere iniziative che rilevino nel territorio di pertinenza della scuola, a scelta, una o più emergenze del patrimonio culturale oggetto della tutela e che comprendano, ove possibile la collaborazione con gli istituti dei beni culturali Esse devono comprendere momenti didattici teorici: lezione frontale, seminari, conferenze..., ma anche momenti didattici pratici: laboratori, visite guidate, partecipazione a stage formativi finalizzati all’apprendimento delle nozioni basilari di metodologia di scavo archeologico, ripulitura dei siti, catalogazione dei reperti, rilievo grafico e fotografico, restauro... organizzati per il tramite di associazioni operanti nel settore in collaborazione con gli enti istituzionalmente preposti alla tutela, nei limiti della disponibilità degli stessi;

La risposta della scuole è stata positiva e sempre la domanda economica è risultata superiore all’offerta. I contributi per questo genere di iniziative sono stati sempre minimi, una media di circa 3000 Euro ad istituto. Purtroppo, a causa della diminuzione delle risorse è diminuito nel tempo il numero delle scuole finanziabili. Dalle più di 80 scuole del 2005 ad esempio, si è passato alle 20 scuole del 2011. Ciò ha consentito, però, di raggiungere un obiettivo: quello di ritenere essenziale l’educazione al patrimonio culturale e di creare una coscienza diversa nella scuola e nella popolazione. Alla fine di ogni anno scolastico sono state numerosissime le attività pubblicizzazione del lavoro prodotto: seminari, conferenze, mostre, consegne di premi, presentazioni di volumi, video, CD ed altro.

Le relazioni con le Soprintendenze ed i Musei e le strutture centrali dell’Amministrazione sono diventate usuali e concetti quali quelli di tutela e conservazione sono entrati a fare parte del linguaggio comune di parecchie istituzioni scolastiche.

Si è ritenuto quindi opportuno chiedere alle scuole di nominare i docenti referenti per i beni culturali che hanno il compito di fare da tramite fra le istituzioni ed individuare gli argomenti d’interesse didattico formativo offerti dalle amministrazioni e dagli Enti culturali presenti nel territorio regionale.

Attualmente le scuole siciliane che hanno individuato i docenti referenti sono circa 400. Lo scambio delle informazioni avviene generalmente per e mail o telefono.

Il Concorso “Conosci il tuo Museo”.

Per dieci anni, dal 2000 al 2010, si è svolto il concorso “Conosci il tuo Museo”.

L’idea, innovativa per l’amministrazione regionale, è stata quella semplice della classica competizione a premi in denaro da assegnare fra le scuole di ogni ordine e grado per la realizzazione di un manifesto, una brochure o, nel caso delle prime edizioni, un video o un CD per promuovere il patrimonio dei Musei siciliani. La manifestazione, nata come iniziativa collaterale, è diventata il grande laboratorio nel quale tutte le esperienze del progetto “Scuola Museo” sono confluite: quelle dei docenti, degli operatori dei beni culturali, degli studenti chiamati a realizzare il prodotto finale. I cambiamenti recentemente intervenuti nell’Amministrazione dei Beni culturali e nel mondo della scuola hanno imposto un momento di riflessione sull’esperienza concorso, così come è stata inizialmente pensata. Attualmente un’iniziativa simile è portata avanti dal Parco della Valle dei Templi, con il sostegno del Dipartimento dei Beni culturali, ed è il concorso “Archeociak” giunto alla seconda edizione.

Le giornate della didattica museale.

A partire dal 2009, in collaborazione con ANISA e ICOM Sicilia sono state organizzate le “Giornate della Didattica Museale”, momenti di confronto e di scambio di esperienze fra gli operatori del settore. La quarta giornata, il 20 aprile 2012, ha segnato un punto di svolta per il tema prescelto : “L’educazione ai beni culturali al tempo del web 2.0”

Di un’attività così complessa restano tanti prodotti: pubblicazioni, video, CD, disegni, quadri, manufatti. Sono la memoria e la testimonianza diinterventi realizzati con successo che si fondano su un reale processo: un obiettivo globale, l’educazione al patrimonio, conseguito con un’organizzazione dinamica ed una evoluzione continua nell’attuazione, determinata dall’inevitabile cambiamento dei soggetti partecipanti.

Pertanto la creazione del grande Archivio virtuale dei prodotti all’interno della grande “Arca dei Suoni”, anche essa nata da “Scuola Museo”, è strumento indispensabile per la salvaguardia della memoria di un lavoro continuo e produttivo.

I materiali prodotti inseriti nel grande Archivio possono essere utilizzati per le più svariate finalità. Possono, ad esempio, costituire un interessante strumento di riflessione sui meccanismi di conoscenza, in particolare su come i più giovani si avvicinino all’arte, come la intendano, come diventino consapevoli del valore del patrimonio, risorsa indispensabile per la formazione della persona. Possono essere utilizzati come le “fonti” di un Archivio classico, in quanto sono Storia. Possono essere questo e molto altro ancora per tutti coloro che vogliono fare del patrimonio culturale sostanza di vita.

Assunta Lupo
Dirigente Responsabile U.O. XXVIII
Servizio Valorizzazione
Dip.to Beni Culturali e Identità Siciliana

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Sito realizzato dalla Unità Operativa 3 - Valorizzazione e musealizzazione fondi
documentali e gabinetti di restauro, archivi e teche, R.E.I.S., L.I.M. del CRICD

Direttore Caterina Greco - Dirigente responsabile Orietta Sorgi
Progettazione e amministrazione Masi Ribaudo - Supporto tecnico e scientifico Carlo Columba

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