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    2015-11-20 11:55:46
  • 376
  • Il racconto dell'acqua
  • Carmela Cappa, Salvo Quattrocchi
  • Inserire classe e nomi degli studenti coinvolti nel progetto.
  • 2015
  • Il racconto dell'acqua

    Sistemi storici di fruizione delle risorse idriche del territorio ionico etneo

    Destinato a coloro che, tutelando la memoria ed il bene comune, sanno ancora guardare al futuro.

    Il progetto è stato ideato come “dono” per coloro che, attraverso la memoria, sanno ancora
    guardare al futuro
    deve proporsi come finalità quella di favorire il valore della condivisione del
    bene comune e la gestione collettiva delle risorse di un territorio.  L’acqua, come risorsa
    insostituibile per l’uomo, e l’acqua dell’Etna come patrimonio primario di un territorio è
    protagonista dei saperi tradizionali attraverso il patrimonio collettivo e gli strumenti di gestione e
    fruizione delle risorse idriche: sorgenti, pozzi, abbeveratoi, senie e norie, mulini, fontane, cisterne,
    espressioni d’arte, sistemi di coltivazione e produzione agricola, testimonianze della cultura
    materiale ed immateriale. Il Racconto dell'acqua ha visto coinvolti da protagonisti,  in una sinergia
    di competenze, conoscenze, professionalità Comuni, Soprintendenza, Genio Civile,
    Associazioni,  Istituzioni scolastiche, persone della società civile, esperti e operatori del settore
    connesso all’agricoltura, studiosi di storia locale, depositari della memoria collettiva, giovani
    entusiasti di conoscere e scoprire il territorio ionico etneo come luogo e identità.
    Lo studio storico dei sistemi di canalizzazione, irrigazione, fruizione dell’acqua come bene per
    uso privato e collettivo, partendo dalle testimonianze documentarie e dalle permanenze,  è
    indispensabile per comprendere come la gestione dell’acqua da sempre abbia caratterizzato
    l’economia del territorio ionico etneo  incidendo in maniera pregnante sul paesaggio percettivo,
    sulla flora e sulla fauna. Quasi tutti i riti in tutte le religioni vengono celebrati attraverso
    l’immersione, l’aspersione, il versamento dell’acqua. L’acqua ha investito la sfera dell’essenza e
    dell’esistenza dell’uomo, la sua sfera vitale e spirituale.

    Essa è un elemento essenziale. Come il fuoco, la terra, l’aria.

    I quattro elementi  che gli antichi filosofi: Talete – Empedocle – Aristotele hanno individuato come
    i principi, le radici da cui proviene e si fonda l’esistenza del mondo.

    Quello che si vuole fare risaltare è il concetto riferito alla sacralità dell’acqua, che ritroviamo nella
    storia, nella cultura, nella vita e nelle religioni di tutti i popoli. Di essi è sempre stata parte
    integrante e necessaria, basti pensare che ha influenzato in nomadismo prima e gli insediamenti
    stabili poi.

    Una forte valenza culturale, quindi, che ha attraversato tutte le epoche storiche fino ai giorni nostri.
    Le sorgenti hanno da sempre avuto un ruolo magico, terapeutico, miracolistico.

    La tradizione pagana prima e quella cristiana dopo le hanno sempre accostate al “divino”
    costruendo, in molte occasioni, nelle loro vicinanze templi, cappelle, santuari e interi
    insediamenti, alcune opere sono state abbandonate e di conseguenza dimenticate poiché
    superate da altre tecnologicamente più avanzate. E’ proprio questa perdita di cura che si vuole
    recuperare, si vuole recuperare altresì un brano della nostra radice multietnica come memoria
    storica che ci appartiene e che ci identifica.

    Intere maestranze di muratori, scalpellini, cavatori hanno costruito opere grandiose con i pochi e
    poveri mezzi che avevano a disposizione ma non per questo meno pregevoli o accuratamente
    eseguite. Anzi con più sapienza forse di oggi perché avevano la consapevolezza di lavorare su un
    elemento vitale che consentiva loro la sopravvivenza.

    L’accurata scelta dei materiali. Proveniente dalle esperienze passate fatte di errori ma anche di
    successi.

    La partecipazione di alcuni Istituti scolastici del territorio ha permesso di predisporre dei progetti
    educativi finalizzati al rispetto dell’acqua, un bene prezioso che non può e non deve essere
    sprecato. E' stato di fatti preso in esame l'impegno di Danilo Dolci con le sue battaglie di legalità
    in difesa dell’acqua realizzato dagli alunni della Scuola Media Ungaretti di Giarre.

    Grazie alla divulgazione del progetto tra i documenti in rete di Arca dei Suoni e Scuola Museo, è
    intento, di quanti hanno ideato e dato vita al progetto stabilire le premesse per realizzare un
    laboratorio per lo studio, la fruizione, la salvaguardia dell’acqua dell’Etna. La presentazione di
    documenti, video, materiale fotografico, progetti relativi ai sistemi di gestione e fruizione delle
    risorse idriche è il primo atto per l’istituzione di un Museo laboratorio di ricerca sperimentale in
    rete, con biblioteca telematica per studiare antichi e nuovi sistemi di gestione e fruizione
    ecocompatibili delle risorse idriche, e laboratorio di espressioni d’arte connesse all’acqua ed
    all’Etna condivisi con altri paesi del Mediterraneo (Spagna, Tunisia, Malta, Marocco, Francia
    Israele). Le varie tematiche affrontate possono rivelarsi utili al fine di proporre ed attivare itinerari
    turistici, finalizzati sia agli Istituti Scolastici che alle Associazioni ed ai visitatori del territorio, che
    si dipanano tra le permanenze e scrivono il racconto dell’acqua e propongono un percorso della
    memoria per conoscere, comprendere ed ammirare la storia e le bellezze di un territorio in cui
    coesistono Mare ed Etna, Acqua e Fuoco, Neve e Sole.

    Sono inseriti in rete gli studi sulle sorgenti, i pozzi, gli abbeveratoi, le norie e le senie, i mulini, le
    fontane, le cisterne, le neviere, le espressioni d’arte, i sistemi di coltivazione e produzione
    agricola, le testimonianze della cultura materiale ed immateriale, gli interventi di tutela finalizzati
    alla salvaguardia delle zone umide e delle oasi, i sistemi di canalizzazione e convogliamento delle
    acque e si fornisce anche un glossario storico dei termini tecnici con particolare riferimento alle
    permanenze arabe nel linguaggio d'uso.

    Per semplificare la ricerca in rete i temi sono stati unificati per contenuti: 

    - Le Saie, senie e norie: la terra riceve l'acqua;
    - La Gurna di "Pani et Vinu": l'acqua, l'uomo, la storia della Gurna nell'antica Contea di Mascali;
    - I mulini ad acqua, sistemi di macinazione  e convogliamento delle acque dalle sorgenti ai mulini;
    - Le neviere dell'Etna, dall'antichità ad oggi, sistemi di conservazione delle derrate alimentari nel
    Mediterraneo. La neve come base per granite e gelati.

     Tra natura ed architettura, l'uso dell'acqua dell'Etna nei sistemi costruttivi:

    - Sorgenti e pozzi, tra lave colonnari e gallerie;
    - Le oasi protette del Territorio etneo

    L'arte celebra l'acqua ed il suo utilizzo; bachicoltura e manifattura della seta. Gli artisti celebrano
    l'acqua, Pirandello e Marinetti affascinati da acqua e fuoco.

  • Salvo Quattrocchi, Masi Ribaudo
  • Archivio virtuale di Scuolamuseo

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