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  • Ricostruire un gioco in classe: l’esempio dello scàrrica-canali
  • Prof.ssa Laura Bonura, Prof. Giuseppe Giacalone
  • Primo biennio secondaria superiore (sez. F)
  • 2011/2012-2012/2013
  • Ricostruire un gioco in classe: l’esempio dello scàrrica-canali

    La proposta didattica ha come oggetto specifico la ricostruzione di un gioco della tradizione
    ludica siciliana. Il carattere monografico di questo studio risponde ad esigenze didattiche
    contingenti legate anche ad una gestione funzionale dei tempi curriculari. Si può intendere
    come momento centrale, a carattere laboratoriale, all'interno di un percorso più articolato,
    anche in senso pluridisciplinare, teso ad investigare l'intero universo ludico locale (nel nostro
    caso Partinico e le aree periurbane)[1].

    Obiettivi di apprendimento

    "Salvare dalle ingiurie del tempo"

    La finalità trasversalmente condivisa è quella di sviluppare negli studenti una speciale
    sensibilità culturale per il patrimonio etnodialettale, partendo da un settore che si ipotizza
    vicino agli interessi degli studenti in questa fascia d'età. Ma la finalità ultima ce la suggerisce
    la nostra prima lettura bibliografica, Giuseppe Pitrè, che alla fine delle "Avvertenze" ai Giuochi
    fanciulleschi siciliani
    (vol. XIII, Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, pp. XV-XVI,
    Palermo 1883) motiva così la sua indefessa opera di raccolta:

    I tempi e gli avvenimenti incalzano, e le memorie del passato che non ebbe storia
    si vengono ogni dì obliterando […] Di qualche giuoco siciliano menzionato da antichi
    crittori dell’Isola non si ha più conoscenza oggigiorno […] affrettiamoci a salvare dalle
    ingiurie del tempo questi preziosi documenti della storia intima del popolo!

    Palermo, 7 luglio 1883

    L'ansia antica di perdere le proprie radici ha guidato anche la nostra ricostruzione trovando
    alimento nel bisogno di legare il nostro essere 'qui ed ora'  a qualcosa di più duraturo e
    collettivo. E ancora,  il desiderio di coltivare il senso d’appartenenza, pur all’interno di una
    coscienza identitaria varia e stratificata, mai esclusiva. Conservare, dunque, e trasmettere
    operando una necessaria  selezione sulla base degli interessi e delle esigenze formative
    degli studenti.

    Inizialmente è stata  impostata la ricerca in fasi, sono stati declinati gli obiettivi cognitivi,
    operativi e socioaffettivi e assegnati specifici compiti a gruppi di studenti. Ciascuna di
    queste fasi ha sollecitato capacità e abilità diverse e sviluppato competenze capitalizzabili
    e spendibili anche in altri ambiti. Tutta l'attività, dalla fase progettuale alla realizzazione
    degli elaborati finali, ha posto gli studenti al centro del processo formativo, in una posizione
    non solo attiva e propositiva, ma di responsabilità anche rispetto agli esiti. Il percorso è nato
    come progetto pilota e, negli anni successivi è rientrato tra le proposte di un più ampio
    progetto curriculare d'Istituto dal titolo "Lingue, culture, identità in Sicilia. Percorsi didattici";
    è stato realizzato in orario scolastico curricolare utilizzando la quota regionale, ma ha richiesto
    un supplemento di attività  extracurriculare non quantificabile. Come per altri percorsi realizzati
    dal 2011 al 2014, Il setting didattico è stato adattato alle esigenze contingenti alternando
    attività in aula o in biblioteca e ricerca sul campo. Ha inoltre previsto l'utilizzo delle tecnologie
    informatiche e multimediali (videocamera e programmi di editing video). Tra le realizzazioni più
    interessanti, un video che sintetizza le fasi salienti del gioco e dà conto del processo di
    documentazione.


    [1] Il percorso è stato realizzato presso il Liceo Santi Savarino nel corso
    dell'Anno scolastico 2011-12 con gli studenti della classe III F
    (definito con la stessa classe nel 2013-14) e coordinato dai
    docenti di lettere (Laura Bonura) e di scienze motorie (Giuseppe Giacalone).

     

  • Laura Bonura, Masi Ribaudo
  • Liceo Savarino - Archivio multimediale Scuolamuseo REDIBIS

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